Privacy

Piste non sa chi sei, e non vuole saperlo.

Niente account, niente email, niente cookie, niente statistiche, nessuna richiesta a servizi di terzi. Questa pagina dice esattamente che cosa arriva al server, e che cosa no. Vale anche come informativa sul trattamento dei dati personali.

Quello che il server conserva
Percorso
I tratti di strada, senza i primi e gli ultimi 200 metri, senza ordine né direzione
Tipo
Lo faccio, oppure lo farei se fosse sicuro
Mappa
La versione della mappa delle strade usata
Data
Il giorno, mai l’ora
Chiave
La chiave del posto in cui sta il percorso, rimescolata con un segreto del server
Pericolo
Un punto arrotondato a una decina di metri, la categoria, il giorno, una chiave per cancellarlo
Voti
«Succede anche a me», «l’ho inviata», «ha risposto», «risolto»: il giorno, e un valore diverso su ogni segnalazione

Ogni contributo sta da solo: sul server, due percorsi o due voti non si possono ricondurre alla stessa persona. Ogni notte le tabelle vengono riscritte in ordine di chiave, così non resta nemmeno l’ordine in cui i contributi sono arrivati.

Quello che non esiste
  • Indirizzo IP
  • Browser
  • Punti esatti
  • Ora del giorno
  • Foto
  • Testo libero
  • Account
  • Email
  • Cookie

Non nascosto per scelta: assente per costruzione.

Che cosa resta sul tuo dispositivo

Il percorso si calcola sul tuo dispositivo: i punti che tocchi sulla mappa non lo lasciano. Il tuo dispositivo toglie l’inizio e la fine, e manda solo i tratti di strada che restano.

Restano nella memoria del browser (non sono cookie e non vengono letti da nessuno): le quattro parole della tua chiave, i nomi e le forme dei tuoi percorsi, le chiavi delle tue segnalazioni. Le foto e le parole che aggiungi a una segnalazione finiscono solo nella lettera che mandi tu al comune, dalla tua email. Puoi cancellare tutto dalle impostazioni del browser.

La chiave di quattro parole apre i tuoi percorsi su un altro dispositivo. Piste non la riceve mai: riceve solo, per ogni posto, una chiave derivata da quelle parole, e la conserva rimescolata con un segreto che non sta nel database.

Il solo trattamento che c’è

Per difendersi dagli invii automatici, il server tiene in memoria, per un giorno, un’impronta dell’indirizzo IP da cui arrivano i contributi, rimescolata con un valore casuale che cambia ogni giorno e poi viene distrutto. Non è mai scritta su disco, non è mai legata a un contributo, e il giorno dopo non si può più ricostruire. Prima di ogni invio il tuo dispositivo risolve un piccolo calcolo, per la stessa ragione. Base giuridica: il legittimo interesse alla sicurezza del servizio (art. 6, par. 1, lett. f, GDPR).

Quando apri i tuoi percorsi, il tuo dispositivo chiede al server quali dei tuoi sei posti sono occupati: per la durata di quella richiesta, il server vede che quei posti sono della stessa persona. Della richiesta non conserva niente.

Il server non tiene registri delle visite. Chi gestisce l’infrastruttura ha verificato che nemmeno il proxy davanti al server li tenga.

I tuoi diritti

Piste non può sapere quali contributi sono tuoi, e quindi non può identificarti (art. 11 GDPR). Puoi cambiare o cancellare i tuoi percorsi e le tue segnalazioni quando vuoi, da qui, con la tua chiave. Per qualsiasi domanda puoi scrivere al titolare, e puoi sempre proporre reclamo al Garante per la protezione dei dati personali (garanteprivacy.it).

Chi risponde

Titolare
[da completare: nome dello studio, indirizzo]
Contatto
[da completare: email per la privacy]
Server
[da completare: fornitore di hosting, paese]

Da dove vengono le mappe

Strade e luoghi: © OpenStreetMap contributors (ODbL) e Overture Maps Foundation. Mappa di base: Protomaps. Rilievo: Copernicus DEM GLO-30. Confini: ISTAT. Uffici dei comuni: IndicePA (CC BY 4.0). Tutto servito da Piste stesso: il tuo browser non contatta nessun altro.

Aggiornata il 3 ottobre 2026.